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Farmaci · Nefrologia

SGLT2 inibitori:
i farmaci che proteggono i reni.

Da farmaci per il diabete a pilastri della nefrologia moderna.

👨‍⚕️ Dr. Michele Cavasso, Nefrologo SSN 🕐 6 min di lettura 📅 2026 🔬 Evidence-based

Se hai l'insufficienza renale cronica, il diabete, o entrambi, probabilmente hai sentito nominare empagliflozin, dapagliflozin o canagliflozin. Forse il tuo medico te li ha già prescritti, o forse ne hai letto da qualche parte senza capire bene di cosa si tratta.

Questo articolo spiega cosa sono, come funzionano sul rene e per chi sono indicati — senza gergo tecnico.

Cosa sono gli SGLT2 inibitori

SGLT2 sta per Sodium-Glucose Cotransporter 2 — una proteina presente nel rene che riassorbe il glucosio dal sangue filtrato, riportandolo in circolo. In poche parole: è il meccanismo che impedisce allo zucchero di finire nelle urine.

Gli SGLT2 inibitori bloccano questa proteina. Il risultato è che il glucosio viene eliminato nelle urine invece di essere riassorbito. Per questo erano stati sviluppati come farmaci antidiabetici — abbassano la glicemia senza coinvolgere l'insulina.

Il colpo di scena è arrivato dopo. I trial clinici hanno mostrato effetti cardiovascolari e renali che nessuno si aspettava — molto più importanti della semplice riduzione della glicemia.

Empagliflozin
Jardiance · Empa

Il più studiato in nefrologia. Trial EMPA-KIDNEY 2023.

Dapagliflozin
Forxiga

Trial DAPA-CKD 2020. Prima approvazione per IRC non diabetica.

Canagliflozin
Invokana

Trial CREDENCE 2019. Primo a dimostrare effetti renali nel T2D.

Perché fanno bene ai reni

I meccanismi attraverso cui gli SGLT2 inibitori proteggono il rene sono diversi e ancora in parte studiati. I principali:

I trial clinici che hanno cambiato tutto

Il loro effetto nefroprotettivo non è un'ipotesi — è dimostrato da trial randomizzati controllati su decine di migliaia di pazienti.

TrialFarmacoPopolazioneRisultato principale
CREDENCE 2019CanagliflozinIRC + T2D + proteinuria-30% rischio progressione IRC o morte renale
DAPA-CKD 2020DapagliflozinIRC (con e senza diabete)-39% rischio progressione IRC — studio interrotto anticipatamente per efficacia
EMPA-KIDNEY 2023EmpagliflozinIRC ampia (GFR 20-45 o proteinuria)-28% progressione IRC o morte cardiovascolare

Il dato più rilevante: il DAPA-CKD e l'EMPA-KIDNEY hanno mostrato benefici anche nei pazienti non diabetici. Questo ha cambiato completamente le indicazioni — questi non sono più "solo farmaci per il diabete".

Le linee guida KDIGO 2024 raccomandano gli SGLT2 inibitori come trattamento di prima linea nell'IRC con proteinuria, indipendentemente dalla presenza di diabete.

I trial che hanno cambiato la nefrologia CREDENCE 2019 · Canagliflozin −30% Riduzione eventi renali primari DAPA-CKD 2020 · Dapagliflozin −39% Riduzione progressione CKD o morte renale EMPA-KIDNEY 2023 · Empagliflozin −28% Riduzione eventi reno-cardiovascolari 0% 50% Riduzione del rischio relativo (RRR) — dati approssimati per chiarezza visiva
I tre grandi trial randomizzati che hanno ridefinito il trattamento della malattia renale cronica. CREDENCE, DAPA-CKD e EMPA-KIDNEY hanno dimostrato in modo indipendente che gli SGLT2 inibitori rallentano la progressione del danno renale — indipendentemente dal diabete.

Per chi sono indicati

Le indicazioni si sono espanse rapidamente. Attualmente sono raccomandati in:

Chi non può prenderli

Attenzione alla chetoacidosi euglicemica: rara ma grave. In caso di intervento chirurgico, digiuno prolungato o malattia acuta, gli SGLT2 inibitori vanno sospesi temporaneamente (regola del "sick day"). Discuterne con il proprio medico.

Effetti collaterali da conoscere

Un punto importante: all'inizio della terapia la creatinina può salire leggermente e il GFR apparire peggiorato. È un effetto fisiologico atteso — non indica che il farmaco sta danneggiando il rene. Al contrario, è segno che sta funzionando. Non interrompere senza parlare con il proprio medico.

Il punto di vista del nefrologo

Nella mia pratica clinica, gli SGLT2 inibitori rappresentano la novità terapeutica più rilevante degli ultimi vent'anni in nefrologia. Non è un'esagerazione — è la valutazione di chi vede ogni giorno pazienti con IRC progredire nonostante le terapie tradizionali.

Il messaggio che cerco di trasmettere ai pazienti è questo: questi farmaci non guariscono l'IRC, ma possono rallentarne significativamente la progressione. Iniziarli presto, quando il GFR è ancora relativamente conservato, fa tutta la differenza.

Se hai IRC o diabete con valori renali alterati e non stai ancora prendendo un SGLT2 inibitore, chiedi al tuo medico se potresti beneficiarne. Le indicazioni si sono ampliate enormemente negli ultimi anni.

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Dr. Michele Cavasso
Nefrologo · Dirigente Medico nel Servizio Sanitario Nazionale · RenalLab.it
© 2026 — Articolo protetto da copyright

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I contenuti hanno scopo esclusivamente divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica individuale.

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