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Esami · Nefrologia

Funzione renale (eGFR):
il numero che conta davvero.

Non è la creatinina che misura i tuoi reni — è questo.

👨‍⚕️ Dr. Michele Cavasso, Nefrologo SSN 🕐 5 min di lettura 📅 2026 🔬 KDIGO 2024

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai visto un referto con scritto "GFR" o "eGFR" — magari con un valore che non sai come interpretare. Oppure hai letto l'articolo sulla creatinina e hai capito che non basta guardare quel numero da solo.

L'eGFR — la funzione renale calcolata — è il parametro più importante per valutare la salute dei reni. Questo articolo spiega cos'è, come si legge e cosa significa il tuo valore.

Cos'è l'eGFR e cosa misura

eGFR sta per "estimated Glomerular Filtration Rate" — in italiano: filtrato glomerulare stimato. In parole semplici, è una stima di quanti millilitri di sangue i tuoi reni riescono a filtrare ogni minuto.

I reni sono pieni di piccole unità filtranti chiamate glomeruli — circa un milione per rene. Il sangue passa attraverso questi filtri, che trattengono le sostanze utili e lasciano passare gli scarti verso le urine. L'eGFR misura quanto bene riesce a funzionare questo sistema nel complesso.

Un rene giovane e sano filtra circa 90–120 ml di sangue al minuto. Con l'età questo valore scende fisiologicamente — ma quando scende troppo, o troppo rapidamente, è il segnale che qualcosa non va.

Come si calcola: non è un esame, è una formula

Questo è un punto che crea spesso confusione: l'eGFR non si misura direttamente con un prelievo. Si calcola usando una formula matematica che parte dalla creatinina nel sangue e la corregge in base ad età e sesso.

La formula più usata oggi si chiama CKD-EPI 2021. È stata sviluppata appositamente per stimare la funzione renale nella popolazione adulta e tiene conto del fatto che la creatinina prodotta varia enormemente da persona a persona in base alla massa muscolare.

Molti laboratori calcolano già l'eGFR automaticamente e lo riportano sul referto insieme alla creatinina. Se non c'è, puoi calcolarlo tu stesso — bastano creatinina, età e sesso.

→ Calcola quanto funzionano i tuoi reni

Come si interpreta: gli stadi

L'eGFR si esprime in ml/min/1.73m² e si classifica in stadi secondo le linee guida KDIGO — le linee guida internazionali di riferimento per la nefrologia.

G1Funzione normale o alta — reni sani≥ 90
G2Lievemente ridotta — monitoraggio periodico60–89
G3aModeratamente ridotta — valutazione specialistica45–59
G3bModeratamente grave — follow-up nefrologico30–44
G4Gravemente ridotta — preparazione terapie sostitutive15–29
G5Insufficienza renale terminale — dialisi o trapianto< 15

La malattia renale cronica (IRC) si diagnostica quando l'eGFR è sotto 60 per più di tre mesi consecutivi — indipendentemente dalla causa.

Cosa conta di più: il valore o la tendenza

Un singolo valore di eGFR è utile, ma quello che conta ancora di più è come cambia nel tempo. Un eGFR stabile a 50 da tre anni è molto diverso da un eGFR che era 70 un anno fa ed è sceso a 50 adesso.

Paziente A — stabile Paziente B — calo −7/anno Stesso eGFR oggi: 45 — ma destini molto diversi Oggi 2 anni 4 anni Tempo → 60 45 30 eGFR G1-G2 G3 G4-G5 La traiettoria conta più del valore assoluto
Due pazienti con lo stesso eGFR oggi (45 mL/min) hanno destini diversi: il paziente A è stabile da anni, il B è in calo progressivo. La traiettoria nel tempo è l'informazione più importante — per questo i controlli periodici sono fondamentali.

eGFR basso: cosa fare

Il punto di vista del nefrologo

Nella mia pratica, una delle prime cose che faccio quando vedo un paziente per la prima volta è guardare la curva dell'eGFR nel tempo — non il singolo valore. Spesso i pazienti arrivano con un eGFR di 45 e non sanno se è sempre stato così o se è sceso nell'ultimo anno.

Se hai valori disponibili da esami precedenti, confrontarli è il primo passo più utile che puoi fare. E se non li hai, ora è il momento di iniziare a tenerli — un foglio Excel con data, creatinina ed eGFR è sufficiente per avere una visione nel tempo.

L'eGFR non è una sentenza — è un numero che ti dà informazioni su cui puoi agire. Prima lo conosci e lo monitori, più margine hai per rallentare una progressione.

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👨‍⚕️
Dr. Michele Cavasso
Nefrologo · Dirigente Medico nel Servizio Sanitario Nazionale · RenalLab™
© 2026 — Articolo protetto da copyright
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